Touch Design

Project Soli di Google: touchscreen addio

Secondo molti commentatori, attenti all’andamento delle nuove tecnologie e pronti a percepire in quale direzione esse si muoveranno nel futuro, il touchscreen ben presto soppianterà in modo definitivo tutti gli altri schermi. In qualche modo questa previsione è piuttosto facile da fare.

Abbiamo potuto osservare tutti come in pochi anni smartphone e tablet siano diventati i dispositivi preferiti da cui gli utenti del web preferiscono navigare. L’uso di uno schermo touch, in qualche modo, finisce anche per “viziare” il nostro modo di interagire con i dispositivi tecnologici. A tal punto che è diventato più complicato usare una tastiera e lavorare ad un personal computer di tipo tradizionale che adoperare uno dei device ibridi che cominciano a comparire sul mercato. Ma se invece del touchscreen venissero sviluppate nuove tecnologie ancora più spinte nel verso dell’interazione virtuale con il device? Questa sembra essere la direzione verso cui va uno degli ultimi progetti inaugurati da Google, che in verità è in cantiere già da qualche anno ma che solo di recente ha avuto l’ok definitivo per poter essere ulteriormente implementato. Si tratta del “Project Soli” di cui si è già sentito parlare, e che, così come stanno facendo anche altre realtà che operano nel campo delle nuove tecnologie, vuole annullare il “touch”. Ovvero si sta cercando di fare in modo che i dispositivi siano in grado di “leggere” il movimento delle mani senza che l’utente debba interagire fisicamente con loro. Com’è possibile? Nel caso di Project Soli di Google, che al momento si presenta come una delle tecnologie più avveniristiche, si tratta di un radar sofisticatissimo in grado di percepire i movimenti delle mani, ma non solo. Project Soli può leggere il numero delle carte presenti in un mazzo, o quello dei fogli che compongono un libro. Questo perché i sensori che usa sono sensibilissimi e lavorano su una banda di frequenza compresa tra i 57 e i 64 GHz, che è molto più elevata rispetto a quella solitamente consentita. Ecco perché per un certo periodo di tempo il progetto è stato parcheggiato in un angolo. Per andare avanti era necessario che la Federal Communications Commission (FCC) desse la sua autorizzazione ad usare questa particolare banda di frequenza. Autorizzazione che è infine arrivata nel mese di marzo 2019, dopo che era stata chiesta nel lontano 2015. Questo significa che presso i laboratori dell’Università di St. Andrews, in Scozia, si potrà riprendere con le sperimentazioni al fine di fissare i bug presenti nel dispositivo. Infatti il progetto è appena in stadio embrionale, il che significa che prima che possa diventare una tecnologia di uso comune ne dovrà passare di acqua sotto i ponti. Il problema più grande da bypassare è proprio l’estrema sensibilità del radar, il quale viene facilmente mandato in tilt da una minima variazione nei suoi parametri. Ad esempio, non riesce più a leggere il numero di carte presenti in un mazzo se alcune di esse sono appena sciupate o piegate. Un’altra preoccupazione sollevata da alcuni è che con questo sistema potrebbe diventare molto più facile impadronirsi dei dati che dovrebbero essere protetti dalla privacy. I vantaggi però sarebbero innegabili, come ad esempio la possibilità di impartire con facilità i comandi anche allo schermo ridotto di uno smartwatch. Project Soli dimostra comunque come si cerchi in modo sempre più deciso di rendere l’interazione uomo-macchina indipendente da qualunque contatto fisico.

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